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Le 10 cose che dovreste sapere prima di chiedere ad un amico esperto di “aggiustarvi il pc”

Giuro, non era con un post pseudo-nerd che volevo avviare questo blog.
Per tanti e tanti giorni ho gettato giù bozze senza tirare fuori niente, ma stasera l’ispirazione mi ha “illuminato” e ho pensato che potessero venir fuori due righe simpatiche.

Ora, io fino a pochi anni fa non avrei mai neppure immaginato che un giorno (oggi) sarei arrivato a conoscere tante piccole stronzate a proposito di pc che mi rendono una persona più competente di tante altre. Non ho scelto questa “passione”, è stata più una necessità:  dato che non mi andava proprio di spendere dei soldi ogni qual volta il mio vetusto pc aveva qualcosa che non andava (ossia molto spesso), ho iniziato a cercare su Google e così è nato tutto.

Adesso, come tantissimi altri come me, mi ritrovo a fare “assistenza tecnica” ad amici ed amiche meno esperti e, in linea di massima, mi fa sempre piacere. Ma ci sono almeno 10 cose che dovreste sapere prima di contattare me o chiunque altro per una mano col vostro computer.

Iniziamo.

  1. Quando voi sbandierate al mondo che avete un problema col vostro portatile e noi, innocentemente, vi chiediamo che versione di Windows avete (certo che avete Windows: se utilizzaste Linux o Mac non avreste problemi) o se avete aggiornato al Service Pack 3 di XP, anche può sembrare così, giuro che non vi stiamo urlando contro “TI PREGO DAMMI IL TUO LAPTOP HO UN BISOGNO FISIOLOGICO DI SCOPRIRE COS’HA!” mentre ci strappiamo i capelli e ci mordiamo le unghie.
    È solo una domanda: come quando vedete un paio di jeans che vi piacciono chiedete al vostro amico/a “dove li hai comprati?”; noi, per curiosità, vorremmo sapere cosa vi affligge.
  2. Possibilmente, fateci lavorare da soli. O, almeno, in casa nostra: abbiamo bisogno di un ambiente familiare per sentirci a nostro agio e il nonno 82enne che ci alita alle spalle e ci chiede cosa ha il compiuter che non va, non aiuta.
  3. Quando stiamo dando un’occhiata – finalmente – al vostro aggeggino, se possibile, non chiedeteci cos’ha o come ha fatto a ridursi così.
    Probabilmente noi ci cimenteremmo in una spiegazione che parte da Adamo ed Eva, voi non capireste tutto e finireste per disinteressarvi, innervosendoci.
    Se dovete fare una domanda, chiedete piuttosto “puoi fare qualcosa?”
  4. Se abbiamo iniziato a lavorarci su, siate tolleranti: quando inizieremo (perché inizieremo, per forza di cose: è solo una questione di tempo)  a sproloquiare a proposito del genio di Richard Stallman o di quanto amiamo Steve Wozniak, sopportateci, fate finta di essere interessati, sorridete ed annuite.
    Magari qualche volta esclamate anche, fingendovi sorpresi, “davvero!?” e godetevi la nostra espressione di giubilo nel raccontare i dettagli.
  5. Mentre siamo seduti a fare i soliti giretti di rodaggio, non iniziateci a parlare del cugino della fidanzata del vostro compagno di banco che col computer è un mago. Davvero, è fastidioso. Primo perché “la prossima volta chiama lui!”, secondo perché i 9/10 delle storie che favoleggiano a proposito di questi presunti mostri sono puttanate (“è entrato nel computer di un suo amico e gli ha rubato la password di facebook!”); il restante 1/10 sono cose davvero elementari.
    Come se ci volesse una laurea in ingegneria per scaricare Messenger Discovery e sapere chi ti ha bloccato su MSN.
  6. Se proprio dovete narrarci le gesta eroiche di questi piccoli Kevin Mitnick (se non sapete chi sia, cercatevelo su Google), evitate di usare espressioni come “eh ma quello passa un sacco di ore davanti al pc” come se vi steste riferendo alla peggiore delle malattie infettive dopo l’aids.
    Sapete, se conosciamo qualcosina in più (perché è davvero poco quello che in realtà sappiamo, fidatevi), è proprio perché anche noi passiamo tanto tempo davanti ad uno schermo. E non dico che una frase del genere possa infastidire (anche perché sticazzi!) ma quanto meno essere indelicata…
  7. Non usate la simpatica e celebre locuzione “Che dici, formattiamo?” non appena ci sediamo sulla sedia. Magari è una stupidaggine che si risolve anche con un comando da terminale!
    (mi domando chi abbia diffuso tanto il termine “formattazione”, poi. Non possiamo iniziare a parlare di “eliminazione di tutto ciò che c’è sull’hard disk con conseguente riduzione del ciclo di vita dell’hd stesso”?.
    Magari aiuta, chissà)
  8. Se proprio avete deciso che il vostro laptop necessita di essere formattato, per favore, salvatevi prima tutto ciò che volete conservare.
    Passare una giornata ad aiutarvi a selezionare le foto da masterizzare con conseguenti racconti di quella volta che eravate a mare a Sharm el Sheikh non era proprio quello che auspicavamo.
  9. Quando effettivamente constatiamo insieme che c’è qualcosa che non va, non riferitevi mai al vostro computer con espressioni colorite come “sto ferrovecchio”, “sta carretta”, “sta merda”… anche perché il 90% delle volte che sentiamo certe coose, in realtà siamo di fronte (minimo) ad un Core 2 Duo con 4 Gb di RAM.
    Ricordate che, quasi sempre, PEBKAC.
    (per farvi un paragone un bel paragone, è come andare dal meccanico dopo aver deliberatamente forato tutte e quattro le gomme della vostra Lamborghini e appellarvi ad essa con termini come “sta carretta” etc.)
  10. Appena arriviamo a casa, alla domanda “Allora? cos’ha il pc?” non rispondete MAI e dico MAI “È lento”. È una cosa che fa imbestialire. Dire “È lento” è come rispondere al medico che ti chiede “Cosa ti senti?” con un “Mi fa male una parte del corpo”.
    Per la serie: grazie al cazzo.
    Ed inoltre, quando abbiamo finito il lavoro, non chiedete di installarvi “il miglior antivirus”: fidatevi, Avira free va benissimo.
    Per quello che servono gli antivirus, poi.
    (ah, possibilmente non fatevi trovare con Vista. Al massimo lanciate a terra il pc e sperate che si rompa prima di mostrarcelo).

Bene, i dieci suggerimenti sono finiti. Scusate la presunzione, giuro che nella vita quotidiana sono la persona più pacata di questo mondo. Davvero.
E non vi sentite insultati se vi ho dato una mano col pc e adesso state leggendo questo post: è solo uno sfogo semi-ironico: non temete, vi voglio bene lo stesso!

Infine, dedico queste righe ad un paio di persone:

al Sensei, che nonostante continui a criticare Ubuntu e l’open source, è colui che per primo mi ha indirizzato verso la strada della “proficua curiosità”.
A Sasà (e Saverio, tanto ormai fanno coppia!), in quanto è principalmente colpa sua se oggi sono così.
Ai miei amici di WoW che nerdeggiano con me ad Azeroth
A Tommaso, che è sulla buona strada.
Alla mia donna, Martina, che anche se è un’utente Windows che ha persinoi widget sul desktop, è una delle migliori utilizzatrici che abbia mai incontrato: periodicamente fa la deframmentazione, si organizza bene le cartelle, utilizza i feed reader e sa decidere quali programmi far avviare all’accensione del pc!

PS: se ve lo stavate domandando, la vignetta in alto viene dal geniale xkcd